Resto al Sud 2.0: chi potrà accedere rispetto alla prima versione
La misura “Resto al Sud”, introdotta nel lontano 20 giugno 2017 dal decreto-legge n° 91, ha rappresentato un grande contributo negli anni alle imprese del Mezzogiorno. Secondo i dati ufficiali, infatti, 19.110 progetti hanno beneficiato della manovra, creando più di 63.000 posti di lavoro e beneficiando di oltre 842 milioni di euro nel complessivo.
I settori che maggiormente hanno beneficiato di tali fondi sono certamente quelli del turismo, della manifattura e dei servizi dedicati alla persona, a conferma della forte vocazione territoriale e sociale dell’iniziativa. In continuità con questa esperienza, è prevista prossimamente la riproposizione del programma in una versione 2.0, la quale, tuttavia, introduce modifiche significative rispetto alla sua prima formulazione.
Nel corso dei prossimi articoli approfondiremo il contenuto normativo per presentare tutte le novità previste, al fine di informare chiunque stia pensando di ottenere un’agevolazione di questo tipo e non sa come sviluppare la propria Business Idea.
In questo, ci soffermeremo sui requisiti che il beneficiario deve rispettare per rientrare nei limiti previsti dal regolamento nuovo.
Con Resto al Sud “vecchio” rientravano nella categoria dei possibili beneficiari giovani tra i 18 e i 55 anni.
Lo diciamo subito: dal 2025 il limite d’età è stato abbassato a 35 anni non compiuti.
Inoltre, non basta rispettare tale criterio, in quanto vi è necessità di rientrare anche in una delle seguenti categorie:
- disoccupato, inoccupato o inattivo;
- destinatari delle misure GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori);
- persone in situazione di esclusione sociale, discriminazione o vulnerabilità;
Come cambia il criterio geografico
Per quanto riguarda le regioni di destinazione, la manovra ora è bipartita come segue:
Per Resto al Sud 2.0 si conferma il criterio geografico, applicabile alle regioni di:
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
Quelle riconducibili all’ex cratere sismico:
Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, saranno regioni di competenza del bando Autoimpiego Centro Nord (ACN).
Quest’ultimo è stato ampiamente approfondito negli articoli dedicati, consultabili qui.
Eccezionalmente, il vincolo anagrafico può essere superato, ma soltanto a condizione che sia previamente costituita una società della quale il beneficiario, che rispetti tutte le caratteristiche sufficienti a risultare idoneo, dimostri di essere amministratore e socio di maggioranza.
E sulle modifiche ai parametri di erogazione del fondo perduto, troverai maggiori informazioni in un altro nostro articolo, consultabile qui.
In un oceano di cambiamenti, il rischio è di non essere sufficientemente informati per beneficiare di agevolazioni che potrebbero trasformare la tua Idea in realtà.
La scelta di professionisti che ti guidino dalla A alla Z può davvero fare la differenza: studiamo la normativa nei minimi dettagli, ti aiutiamo a sviluppare la tua idea imprenditoriale e ti guidiamo durante il processo di domanda alle agevolazioni regionali e nazionali.
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Ti offriamo una consulenza iniziale gratuita per aiutarti a capire se hai i requisiti per accedere al bando di finanziamento agevolato. Durante il nostro supporto analizzeremo se il tuo investimento può rientrare nei criteri del bando e se la tua idea progettuale ha le potenzialità per ottenere l’incentivo.
Dal primo incontro conoscitivo fino all’erogazione del contributo, restiamo sempre al tuo fianco, guidandoti passo dopo passo in tutte le fasi legate al bando di finanziamento. Ti supportiamo nella redazione della domanda di partecipazione, nella creazione di un solido business plan, nell’interazione con i fornitori e, soprattutto, nella fase cruciale della richiesta di erogazione del contributo.